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La Storia

La Chiesa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   la chiesa di San Nicola

La Storia

      A sud- ovest di Torremaggiore, dolce e amena collina in provincia di Foggia, antico feudo della Casa de Sangro,è situata la Chiesa Matrice dedicata a San Nicola di Bari. Questa chiesa fu la prima ad essere costruita dai fondatori dell'antico borgo " Codacchio" che trasmigrarono dalla vicina città di Fiorentino quasi distrutta nel 1225. Essa è il degno e più antico edificio dentro le antiche mura civiche.La Chiesa fu affidata ad un Arciprete- parroco coadiuvato dai canonici di Fiorentino e dipendeva ecclesiasticamente dal Vescovo di Civitate. I profughi divennero sudditi del monastero abbaziale di Terra Maggiore. In seguito la famiglia de Sangro divenne feudataria della zona e la parrocchia passò alla dipendenza  del Vescovo di Lucera. Il 9 marzo 1580 papa Gregorio XIII eresse San Severo a Diocesi e di conseguenza Torremaggiore e San Nicola entrarono a far parte di tale diocesi. Nel 1607 si sentì l'esigenza di amplificare la Chiesa la cui pianta fu radicalmente cambiata. Infatti fino a quell'epoca il Sacerdote che celebrava la Messa era rivolto verso est ( parte dove nasce il sole) secondo la liturgia dei primi secoli della Chiesa. Conseguentemente la porta d'ingresso si trovava dirimpetto alla Chiesa della Confraternita del SS. Rosario. I lavori erano quasi ultimati quando il 30 luglio 1627 una terribile scossa di terremoto distruggeva Torremaggiore dalle fondamenta e quindi anche la chiesa Matrice. Ma nella ricostruzione di San Nicola stava molto a cuore sia alla popolazione sia al feudatario, per cui i lavori si eseguirono in poco tempo e nel 1631 furono ultimati, come risulta dalle lapidi poste sulla porta di sinistra e sulla porta di destra.    Durante la Costruzione fu data grande importanza alla Sacrestia, costruita grande e spaziosa perché in essa si dovevano tenere le riunioni Capitolari del Clero. Ancor oggi possiamo ammirarvi un elaborato lavabo. La Chiesa fu riconsacrata il 2 maggio 1677 dal Vescovo don Orazio Fortunato. In questo secolo furono costruite grandi fossa in cui si inumavano i cadaveri dei fedeli. La famiglia de Sangro dimostrò sempre attaccamento, rispetto e venerazione per la Chiesa Matrice. Dal 1677 si sono succeduti i seguenti arcipreti: don Tommaso Spada, don Pietro Agostino Scorza, don Michele Colaneri, don Peppino Martinese, don Salvatore Celozzi, don Giovanni Ciaccia, don Francesco Grassi fino ad arrivare al 1910 a don Antonio Codipietro. Nel 1959 fu dato come vicario adiutore, all'arciprete Codipietro, il prof. don Antonio Lamedica già fondatore e preside della Scuola Media di Torremaggiore e Rettore della Chiesa del Carmine; il quale, al momento della sua morte, avvenuta il 13 marzo dello stesso anno, gli succedeva nella carica di Arciprete - parroco. L'arciprete, al momento della sua assunzione al parroccato, si trovò a dover far fronte ad un urgente bisogno di restauro dell'edificio della Chiesa. Egli la sua modestia, ma con innata e tenacia e profonda esperienza, incurante degli ostacoli, si accinse ad esplorare i suoi compiti ed in particolare  a restaurare la Chiesa Matrice.Dopo don Antonio Lamedica sono stati  nominati parroci:  nel 1979  don Matteo Pensato( già vice dal 1970) al quale si deve la ristrutturazione della Casa Donatelli - Santoro trasformata in Casa Accoglienza per anziane, don Giuseppe Ciavarella nel 1993  che amplio la Casa accoglienza Donatelli - Santoro e col lascito Lipartiti - Ricci ristrutturandolo e ampliandolo fece  la seconda Casa Accoglienza per uomini e donne . A lui si deve anche la costruzione della Chiesa dello Spirito Santo, dell'oratorio e della Palestra. Il 30 novembre 2008 don Angelo Valente ha sostituito don Giuseppe Ciavarella divenuto parroco della Cattedrale in San Severo..

La Chiesa Matrice di San Nicola

L'edificio della Chiesa di S. Nicola, così come noi oggi l'ammiriamo risale ai primi anni del XVII secolo, ultimato nel 1631. Lo stile architettonico risente di un complesso d'ispirazioni, così come il genio dell'artista locale sentì di esprimersi. Il prospetto è semplice e sobrio. All'edificio si accede per tre ingressi. Il prospetto principale è completato a causa del dislivello rispetto al piano stradale. I portali sono lapidei: quello della porta principale e artisticamente ravvivato da motivi ornamentali e l'iscrizione che vi si legge ne fa attribuire l'esecuzione al periodo che va dal 1607 al 1631. La facciata è interrotta dai vuoti di quattro luci: di queste le due più grandi sono poste al di sopra della porta principale e ognuna delle più piccole sovrasta le due parti laterali. La Chiesa è a tre navate divise tra loro da possenti pilastri, quattro sulla sinistra e quattro sulla destra della navata principale, congiunti tra loro da forti arcate sulle quali si scaricano le volte delle navate stesse. Ogni pilastro e adornato di un capitello corinzio.La volta della navata principale è a botte su lunette, mentre la copertura delle navate laterali è formata da cinque cupole su pennacchi. L'abside della navata principale termina con la cappella di S. Nicola che contiene il coro costruito, con legno di castagno e di abete, nel 1640. Su tutte la parete frontale di detta cappella vi è il bellissimo " dossello di S. Nicola" che è un autentico capolavoro, al centro del quale  è posta la statua di S. Nicola in legno di mandorlo. Esso fu costruito tra il 1640 e il 1654. Anticamente questo stupendo baldacchino intarsiato. Successivamente fu coperto da uno strato di vernice . Nella navata centrale, sospeso all'ultimo pilastro ovest, vi è il pergamo settecentesco di buona fattura. Ad est della cappella dedicata a S. Nicola vi è la cappella del Sacro Cuore di Gesù. Questa viene indicata come cappella del SS. Sacramento. In essa vi è la custodia degli Oli Santi. L'altare è di pregiatissimo marmi di Carrara, molto ben lavorato e in stile barocco. Nella navata di destra vi sono tre cappelle: la prima è quella del SS.mo Rosario. In essa officiò fin dal principio la Confraternita omonima. In antico era collegata, mediante un passaggio segreto sotteraneo, alle cantine del Castello Ducale. Oggi la grande tela è stata riconosciuta di particolare interesse dalla Sovraintendenza delle Gallerie e dei Monumenti di Puglia e Lucania ed è stata restaurata da qualche anno . Segue, sempre nella navata di destra, la cappella dell'Immacolata Concezione. Indi cappella segue la cappella di S. Giuseppe. L'altare è privilegiato. Nella navata di sinistra, sotto il secondo arco dopo il Battistero vi è il quadro della Madonna delle Grazie. Sotto il terzo arco vi è la tela rappresentante la Vergine Assunta in cielo con S. Pietro e S. Giuseppe. Sotto il quarto arco della navata di sinistra vi è la nicchia, ricavata nello spessore del muro, contenente la statua di Gesù Risorto. In fondo alla navata di sinistra vi è la cappella del Crocifisso. La sua fondazione è contemporanea all'attuale edificio del tempio: perciò 1627-1631. E' la Cappella più bella della Chiesa Matrice. Il ligneo Crocifisso che si venera è artistico e molto antico. L'altare è privilegiato. Nel muro nord è praticata un'apertura che mette in comunicazione la Chiesa con la Sacrestia. Nel territorio della Chiesa Matrice di S. Nicola vi sono attuaulmente altre due Chiese: quella di S. Anna e delle SS. Croci. La Chiesa di Sant'Anna, volgarmente indicata come la Chiesa del SS. Rosari. Fu costruita dai de Sangro ai principi del '700 perchè servisse da Sepolcro di famiglia, ma nel 1756 essa fu donata dal principe Raimondo de Sangro alla detta Confraternita  che vi prese dimora. L'edificio fu restaurato ed abbellito attraverso i secoli, ed anche negli ultimi anni, dalla Confraternita del Rosario. SI è riportato in luce il Cristo Morto carbonizzato nell'incendio del 1926. Oggi, nel campo spirituale, e retta interamente dall'Arciprete - parroco della Chiesa Matrice di  San Nicola. La Chiesa delle Sante Croci, oggi annessa al Convento del Sacro Cuore dei Frati Minori, fu fondata nel 171+. E' tradizione che S. Alfonso Maria  De Liguori abbia fatto impiantare la prima Croce del Calvario dinnanzi alla Chiesa. In essa vi sono quattro sepolture che servivano per disporre i cadaveri di coloro i quali non volevano seppellirsi nella Chiesa dei Cappuccini o nel pubblico Camposanto. Nel 1943 il Vescovo di San Severo, Mons. Francesco Orlando, cedeva all'Ordine dei Frati Minori la Chiesa e quest'ultimi fecero costruire, annesso un Convento.

Il terremoto del 31 ottobre 2002: il restauro

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La chiesa di S. Nicola oggi

Chiesa di S. Nicola: interno

Trono di S. Nicola

La volta della chiesa: Il miracolo di S. Nicola  

La Vergine del Rosario (1537 Passari)

La Cappella del Crocifisso