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Il presepe

Natale 2012

        

 

“In principio era il Verbo”

(Gv 1,1)

 In quest’anno della fede non poteva esserci “grotta” migliore di una barca per ospitare il Cristo che si fa uomo tra noi uomini e che ci invita a salpare con Lui senza remore.

La Sacra Famiglia fa breccia nel cuore di ognuno di noi fendendo con la poppa della semplicità e genuinità il mare delle nostre remore e resistenze. Dio con la sua rete pesca nella nostra quotidianità quei due pesci, i nostri talenti, che si preoccupa di prendere, benedire, spezzare e dare. La rete vuota sta ad indicare l’attesa della pescato, della nostra risposta al suo interrogarci.

Sulla barca poche provviste: grano e uva, simboli eucaristici per riportare alla nostra mente che il vero essenziale nella nostra vita è l’Eucaristia e Cristo solo deve tornare ad essere il centro dei nostri giorni. Maria, nostra madre e madre della Chiesa, eretta, mostra il Figlio di Dio; invita ed accoglie chiunque a Lui si volge. Giuseppe osserva con occhio di padre quella creatura, anzi il Creatore fattosi uomo piccolo e fragile e chino su di Lui lo adora. L’agnellino, incuriosito e stupito, gurada l’Agnello cercando di scovarne il mistero di tanta potenza in un così piccolo bimbo.

Il pastore, a cui per primo è stato dato il lieto annunzio dall’angelo, guarda la stella che irrompe nel buio del cielo e la segue perché solo attraverso la sua luce può giungere a contemplare la Bellezza che indica già con un dito. Non è la lontananza fisica a poter impedire tale incontro.

All’albero maestro, che accompagna il Figlio di Dio dalla nascita tra gli uomini alla rinascita al cielo come legno della croce da cui ci viene dato il più grande abbraccio, è issata la vela rossa, simbolo dell’amore del Padre, che “ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna” (Gv 3,16), e del vento dello Spirito che sospinge l’imbarcazione (la Chiesa) nel mare della nostra ordinarietà perché l’incontro con l’Atteso e Amato la renda “straordinarietà”.

L’augurio per ciascuno di noi è di poter essere sempre più la paglia di quel cesto che accoglie il Cristo fatto uomo nelle nostre vite, e scia luminosa di quella stella che come la Parola si fa lampada ai nostri passi e luce sul nostro cammino.

 

                                                                                                               Capo Scout

Gruppo Agesci “Torremaggiore 1”

 

 

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